<<La formazione liturgica è una delle istanze promosse dal Concilio Vaticano II nel contesto della riforma generale della liturgia. È un’attenzione che non è certo mancata nel periodo post-conciliare, seppure non sia stata intesa e attuata in modo sempre univoco, anzi diverse sono state le fasi nell’azione pastorale formativa relativamente alla liturgia.
L’ambito liturgico-musicale presenta oggi una situazione con luci e ombre e spesso appare in sofferenza per una carente formazione sia sul versante tecnico-musicale che in quello liturgico- celebrativo. Non mancano esperienze positive, pratiche virtuose ed efficaci, che pure hanno bisogno di un confronto nella prospettiva di cammini che proseguono e nuove opportunità che si aprono.
La recente lettera apostolica di papa Francesco Desiderio desideravi, dedicata per l’appunto alla «formazione liturgica del popolo di Dio», raccoglie l’eredità di questi percorsi e delle riflessioni che a partire dal movimento liturgico hanno posto l’attenzione sul nostro tema. Il papa sintetizza la prospettiva attuale nella formula “formazione alla/dalla liturgia”. In questo modo egli valorizza lo studio e la divulgazione, la catechesi su temi liturgici e la conoscenza delle celebrazioni – che sarebbe la formazione “alla” liturgia – ma ne sottolinea anche il limite se questa prospettiva rimane isolata a un apprendimento di tipo contenutistico. Invece la formazione “dalla” liturgia – e qui Francesco richiama la sempre attuale lezione di Romano Guardini – si situa nella stessa azione liturgica, che in quanto “atto” si compie nella forma e nelle forme del celebrare, nei «ritus et preces» di cui parla il n. 48 della costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium (= SC), così che la liturgia “forma” il credente e nutre la sua fede nell’incontro con il Signore che in essa si attua.
Nella formazione liturgica così intesa è da vedere anche la musica, uno dei codici linguistici della celebrazione rituale, che in quanto tale possiede anch’essa una portata formativa per l’assemblea liturgica che celebra i santi misteri. Propriamente si può e si deve parlare di una dimensione mistagogica della musica in ambito liturgico, perché guida alla partecipazione al mistero nella comunione con il Cristo presente nella sua Chiesa.
Il presente contributo, nell’ambito del seminario in cui è stato pronunciato1, è di tipo fondativo più che operativo, anche se ci sono alcuni spunti in prospettiva progettuale. A partire dalla funzione mistagogia della musica e del canto nella liturgia si intende precisare in che modo una corretta ars celebrandi, ovvero una ars canendi, assuma una portata formativa per chi partecipa all’assemblea liturgica; accanto a ciò si individuano alcune piste per una specifica formazione liturgico-musicale dei ministri della musica e del canto.>>. Leggi la continuazione cliccando su questo link: Seminario.-Trudu-Formazione-liturgico-musicale-PER-PUBBLICAZIONE